Tiremm’ innanz!

25 Nov

Gf. P.

Ci pare che una stronzata come molti nemici, molto onore! sia stata propalata più di un secolo fa, analogamente a menefrego, razza bianca, radici cristiane, prima gli italiani [ma di recente quest’altra sbronzata sia stata propagandata diffusamente anche dal minus habens usamerikano disturbato mentale, ladro di voti].

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Invece molto tempo prima – più di un secolo e mezzo fa – Amatore Sciesa, un patriota italiano, tappezziere, entrò in contatto con alcuni gruppi clandestini repubblicani che lottavano contro il dominio austriaco sul lombardoveneto. Nel periodo delle famose “cinque giornate” il governatore <col-chiodo-in-testa-sull’elmetto> generale Radetzky, con una politica brutalmente repressiva, non lasciava scampo ai patrioti lombardi: o condanna a morte o spionaggio e delazione per tradimento dei compagni della lotta clandestina. Anche Sciesa vi partecipò e diffuse manifesti rivoluzionari contro austriaci e spioni “austriacanti”, motivo per cui venne fermato e arrestato con l’accusa di averne affisso alcune copie. Tra le due alternative, dopo essere stato esortato a rivelare i nomi di altri rivoluzionari in cambio del rilascio, decise immediatamente per la condanna a morte: con un processo sommario Sciesa doveva essere condotto alla forca. Avrebbe risposto in dialetto milanese: Tiremm’ innanz! (Andiamo avanti!). Senonché, ironia della malasorte, il boia era morto alcuni giorni prima, perciò anziché essere impiccato venne fucilato — quanto era buono Radetzky!

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Ora sappiamo bene che il fascismo di un secolo fa non ritorna così com’era – del resto già il vichiano <ritorno storico> va inteso entro la dinamica dialettica dei <mutamenti della storia> – quando il <cameratescco> ruspista Salvini, ruspante, volgarmente sfrontato e ignorante (ché a Pontida nel 2009 cantava, si fa per dire …, “Senti che puzza, scappano anche i cani. Stanno arrivando i napoletani. Son colerosi e terremotati, con il sapone non si sono mai lavati“). Comunque anche lui dice “prima gli italiani”, scimmiottando lo yankee delirante e fuori controllo, il cui slogan primario è “America first” [dove si sottintende che Honduras, Guatemala, El Salvador ecc., non stanno in America, la cui appartenenza spetta soltanto agli Usa — per cui se un … alleato della Nato dovesse essere attaccato, c’è una clausola di <mutua cooperazione> del trattato che prevede che gli altri “paesi-dell’alleanza-atlantica” corrano in suo soccorso]. Ma ora Salvini dorma tranquillo, Radetzky non c’è più, anche il fascismo storico è passato da un secolo e a lui nessuno lo impicca e nemmeno lo fucila. Quindi può fare proprie tutte le minchiate che vuole.

Quindi è opportuno aggiungere ancora un piccolo promemoria che metta in guardia per un datato intervento che risale al riconoscimento del Kosovo una decina di anni fa (in questo <blog> e nella rivista cartacea la Contraddizione più volte rammentato). La persona in questione, tal dr. Bernard Koushner – un ex sessantottino francese – dal pcf e da <medici senza frontiere (msf)> … e senza vergogna, era entrato a far parte dalla kfor dell’onu per la gestione <civile> (… e politico\militare) del Kosovo separatista (e fascista con l’učk, ovvero esercito di liberazione, kla in inglese), era poi passato ai socialisti per finire con Sarkozy): non c’è che dire: una bella carriera!

Ma ora questa vacillante memoria deve servire a interpretare con perplessità le posizioni prese dal procuratore di Catania, della direzione distrettuale antimafia, Carmelo Zuccaro, con la fissazione per le ong: senonché non è proprio un chiodo fisso se si guarda con attenzione diversa a quanto appena rammentato sul ruolo avuto dalle ong, nel caso specifico proprio anche una del rilievo di msf. Zuccaro, infatti, almeno da tre anni indaga per dimostrare l’esistenza di legami criminali tra le organizzazioni impegnate nel soccorso in mare e i trafficanti libici, accuse finora mai tradottesi in provvedimenti; tranne la sua richiesta di archiviazione per Salvini sul caso Diciotti. Perciò, fatto salvo il diritto marittimo internazionale sull’aiuto ai naufraghi – con il quale Salvini e i morti di fame che addita come “palestrati, con Porsche, piscine, telefonini, vitto e alloggio e pieni di euro, per i quali la <pacchia è finita>” non c’entra una beneamata minchia e non ha voce in merito – non resta che augurargli non l’arresto, il carcere e la fucilazione, ma semplicemente di tira’ innanz! per godere lui di tale pacchia — così forse potrebbe imparare qualcosa

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