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Organizzazioni non poco governative

7 Ago

Ripubblichiamo volentieri una scheda scritta nell’ormai lontano 2001, periodo in cui le Ong, secondo una parte importante dell’allora asinistra, rappresentavano un’alternativa alla “globalizzazione”. Nonostante gli evidenti legami con il capitale transnazionale (guerra del Kosovo solo per citare uno degli esempi più vicini) la litanìa buoni/cattivi aveva sepolto  già allora la dialettica capitale-lavoro – a vantaggio della classe dominante. Nel periodo attuale, in cui si discute assai della questione, ci sembra opportuno focalizzare nuovamente gli occhi della mente, incanalandola sui giusti binari. L’immigrazione non è una storia di mera accoglienza, ma un importante capitolo della lotta di classe. Che i migranti abbiano il colore che hanno non frega a nessuno: che siano parte della classe subordinata e dell’esercito industriale di riserva è invece fondamentale ed è con questi giochetti mediatici che tentano di deviare l’attenzione, obnubilando l’essenza del fenomeno.

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Organizzazioni non poco governative

il braccio disarmante del potere transnazionale

di Gianfranco Pala

Freedom house: questo è il nome, brillantissimo, di una delle più cospicue Ong [le cosiddette organizzazioni non governative!], segnalatasi per le sue ripetute operazioni a pro del grande capitale transnazionale – e a propaganda di esso – e delle istituzioni sovrastatuali che l’assecondano; essa dice di sé: “è una organizzazione non profit e non di parte, una voce chiara per la democrazia e la libertà nel mondo, che opera sull’in­tero pianeta per diffondere la libertà politica ed economica”. Quanto al suo carattere “governativo”, che invoca “libertà” e “de­mocrazia” per l’universo mondo, non c’è ombra di dubbio, dalla forma di governo nazionale a quella sovranazionale. Per quei pochi che ancòra non sono avvezzi alla lingua inglese, è bene far osservare che “freedom house” sta a significare semplicemente “casa della libertà”! Si soppesi, perciò, quanta sia la fantasia con cui il prof. Buttiglione abbia suggerito al cav. Berlusconi il nome per il suo “polo” – in perfetto allineamento Cia.

Che la “n” di codeste organizzazioni stia per “non poco”, anziché per il preteso “non”, l’abbiamo già ripetutamente detto, ancorché non sistematicamente [cfr. nn. 46, 47, 60, 72-75, 77, 80, 81, 83]. Merita adesso con maggiore precisione riepilogare il tutto per fare il punto sulle loro caratteristiche “gove­rnative”; queste sono tese sia a procurare vantaggi economici al grande capitale, quello soprattutto che vola all’estero, sia a bieche operazioni di “copertura”, che in italiano convien chiamare di “spionaggio”, di propaganda, ovvero di filtro per attività illecite (finanziamenti neri, traffico di droga, fornitura di armi, ecc). La subordinazione che asseconda la falsa coscienza dell’“umanitario” apre una fetta di mercato, come si dirà più oltre, attraverso la formazione di varie O(n)g, banche etiche, isti­tuzioni (come Medici senza frontiere),  fondazioni come quel­la “per una società aperta” di Soros, ecc., le quali agevolano la stratificazione di un mercato finanziario paral­lelo e funzionale alle grandi linee creditizie.

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