Archivio | marzo, 2017

In Memoria di Sergio Manes

26 Mar
manes

Immagine scelta da Sergio per il suo profilo sui social media: “dubito ergo sum

Difficile parlare di una persona conosciuta da sempre. Non c’è memoria distinta, infatti, del primo incontro, come del primo impegno culturale, politico, della prima militanza, dei primi pensieri tendenti al comunismo, del primo accesso ai livelli scientifici della transizione socialista, come dire insomma della teoria della rivoluzione iniziatasi più di cento anni fa.  E’ come se Sergio fosse da sempre compresente a tutto ciò, alle battaglie sindacali, politiche, alle fasi propositive e a quelle recessive della nostra storia recente, con il suo instancabile fare, proporre, suggerire, lottare su tutti i terreni possibili per l’apertura di varchi ad una umanità meritevole di una destinazione di crescita razionale e di giustizia sociale. Le sue ultime parole per definire il comunismo sono state proprio tese a ribadire che infine,  da qualunque versante lo si volesse considerare, avrebbe dovuto inevitabilmente sfociare nel diritto alla vita di tutti, e nella umanizzazione consapevole di una comunità mondiale in grado di soddisfare i bisogni storici della vita.

Nel  suo modo di esprimersi, a metà scherzoso e a metà serio, era solito dire di avere tre figli: due in carne e ossa, amatissimi, e un terzo partorito come casa editrice di cui ha continuamente curato, non solo la nascita ma poi anche la crescita, concepita come erede naturale di tutte le pubblicazioni necessarie a informare scientificamente in senso lato, e in particolare sul pensiero socialista e comunista. Il mantenimento della memoria del sapere attraverso il libro, colto o divulgativo, specialistico o politico, nel momento in cui la lettura veniva meno, le case editrici storiche della sinistra sparivano una dietro l’altra, i classici del marxismo venivano mandati al macero o su qualche sparuta bancarella e le librerie che li tenevano vendute ad altre attività commerciali, significava scommettere sulla sopravvivenza, in questi lunghi tempi bui, della consapevolezza delle contraddizioni del sistema, del conseguente sfruttamento umano necessario al  dominio di questo, della  crescente distruttività legata al suo inevitabile progresso, infine della  altrettanto ineluttabile tendenza alla sua fine e superamento in un altro modo di produzione.

Difficile parlare di Sergio Manes,  nel senso  che era stato capace di confondersi  nei molteplici momenti di lotta sociale, nella storia delle trasformazioni del comunismo italiano e internazionale, solerte punto di riferimento di iniziative culturali e per  pubblicazioni editoriali coraggiose,  che altrove non avrebbero avuto spazio data la regressione sociale e politica di questi  ultimi cinquant’anni. Come persona, pur essendo una individualità forte e spiccata, autorevole e tenace, non era schivo  dal mostrare anche i lati più teneri, affettuosi  e fragili legati agli affetti più cari, all’amicizia dei compagni considerata  sempre come il bene più prezioso di cui avrebbe sentito una mancanza insopportabile semmai fosse venuta meno. Oggi a parlare a tutti di Sergio saranno le innumerevoli pubblicazioni della “Città del Sole”, che ci auguriamo possano continuare ad essere prodotte, proprio come lui auspicava, nell’ottica di una continuità non solo della sua lotta personale, ma soprattutto della necessità di resistenza sociale della cultura marxista di contro a ogni ostracismo opposto dal capitale. La “Città del Sole” non è soltanto stata la sua casa editrice, ma anche un centro stabile di incontri e dibattiti cultural-politici che Sergio ha tenuto caparbiamente a costituire a Napoli, nonostante tutti i tentativi di esproprio, i furti, le effrazioni e distruzioni subite,  operate da riconoscibili ignoti mai efficacemente perseguiti, ad irrisione delle puntuali denunce effettuate.

La lunga collaborazione con l’associazione “Contraddizione” si è tradotta con la collana “Il socialismo scientifico”  da cui è scaturito Laboratorio politico, la cui definizione era appunto la cifra costante di Sergio: “iniziativa militante che si pone –senza riproporre vecchie preclusioni e al di fuori di nuove divisioni – al servizio di una ripresa culturale e politica del movimento comunista… aperta ad ogni livello di contributo di tutti i militanti, poiché potrà raggiungere gli obiettivi per cui è nata solo con l’apporto e la collaborazione attiva di chi, con indomabile ostinazione, è impegnato più che mai a comprendere e trasformare la realtà, a battersi per realizzare i valori e gli ideali del comunismo”. Un’altra collana intitolata “Comunismo In/formazione”, sempre entro Laboratorio politico, ha affrontato diverse tematiche del presente sulla falsariga delle analisi marxiane, per attestarne e dimostrarne l’assoluta attualità e unicità analitica per la critica del presente. Inutile ribadire che senza la piattaforma e la disponibilità di questa casa editrice il lavoro profuso per  i vari contributi non avrebbe mai visto la luce. Questa, inoltre, è stata la base anche per molte altre collaborazioni con docenti di ogni ordine e grado, riviste legate alla tradizione di sinistra, strutture sindacali, compagni sparsi e movimenti che faticosamente Manes  ha continuamente ricercato, contattato, sollecitato e aiutato ad esistere.  La casa editrice era il supporto e lo strumento  che si attivava ovunque un nucleo di resistenza all’abbandono del comunismo si evidenziasse con le forze possibili ma reali.

Già dallo scorso anno Sergio aveva avviato i preparativi per una riflessione critica sulla rivoluzione d’ottobre in occasione, quest’anno, del ricorrere del suo centenario (www.centenario17.it). Non si doveva trattare né di una commemorazione né di una celebrazione ritualistica, ma di una valutazione a più voci sul significato storico, sulla sua supposta attualità o meno, sulla sua permanenza nel presente, anche nei più giovani, e sulla sua forza ancora propositiva nelle contraddizioni di un imperialismo dei nostri giorni più avanzato e minaccioso. Seppure non riuscirà a vederne le conclusioni, tutti i compagni impegnatisi in quest’obiettivo nel portare a termine – forse in ottobre o novembre di quest’anno – sentono ora  di  proseguire i lavori anche in suo nome, come per tutte le altre iniziative e proposte che Sergio ha lasciato incompiute nella vita della sua terza,  preziosa creatura. In essa si concretizza quella difficile sintesi di teoria e prassi che Sergio Manes ha mostrato come quella “cosa semplice difficile a farsi” (quest’ultima citazione, per chi volesse apprenderne completamente il significato, non conoscendola, è  la frase finale di B. Brecht in “Lode del comunismo”, 1933).

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Sergio Manes

20 Mar

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E’ con immenso dolore che comunichiamo la scomparsa di Sergio Manes compagno di mille battaglie con cui da alcuni anni avevamo intensificato la collaborazione attraverso una specifica collana che, a partire dal 2015 aveva portato alla pubblicazione dei volumi “Perla critica – dell’economia politica secondo Marx” a cura di Gf Pala, “Il programma minimo” di E. Gamba e Gf. Pala oltre alla “Nascita della scienza moderna” di P.de A. Figuera. Proseguiremo nel suo ricordo con le pubblicazioni già concordate del “Il salario sociale di classe”, “L’ombra senza corpo”, “La storia delle religioni” e “Le classi e la storia” che saranno disponibili nei prossimi mesi.

La sua passione politica, la sua ostinata coerenza a difesa del marxismo teorico, nonché la sua infinità umanità ci mancheranno: tuttavia, faremo tesoro della sua esperienza per rilanciare con più forza la lotta per la costruzione di un mondo privo dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

Venerdì 24, a partire dalle ore 17 presso la sede del Centro Culturale Città del Sole, vico Maffei (ex asilo Filangeri), a Napoli, coerentemente con le volontà di Sergio, è stata organizzata una occasione commemorativa a cui tutte le compagne e tutti i compagni sono invitati.