LA MORTE E I SUOI PESI

14 Nov

di Gianfranco Pala

Non tutte le morti hanno uguale valore.
Tutti gli uomini muoiono,
ma la morte di alcuni ha più peso di una montagna,
e la morte di altri è più leggera di una piuma.
[Sima Qian (Szuma Chien), Rapporti sulla grande storia (circa 145 a.c.)]

dylan

* Nel xxi sec., molto tempo dopo Chien, in tempi storicamente mutati, ma formalmente non poi troppo, Mao Tse-tung ci ha messo del suo: “la morte di chi si sacrifica per gli interessi del popolo ha più peso di una montagna, ma la morte di chi serve i fascisti, di chi serve gli sfruttatori e gli oppressori, è più leggera di una piuma”. Il compagno che è morto per gli interessi del popolo ha più peso di una montagna. Quindi il solito Verdi musicò d’accordo con il suo librettista preferito, il decadente nazionalista par suo Francesco Maria Piave, anche Il Rigoletto, laddove il bieco maschilismo imperante trionfava pure nella società liberal-borghe­se pseudo … <rivoluzionaria> degli <anti-austriacanti>; sicché ne venne fuori, nella scena finale la brillante constatazione, con falsa e tracotante ironia, che “la donna è mobile qual piuma al vento, muta d’accento e di pensiero”, cioè non <muta> dato che era messa a tacere e a non poter pensare, ma che era così volubile e mutevole da cambiare di continuo idee e parole [… e sentite chi lo diceva!]. Ma per quanto riguarda il ruolo risorgimentale demagogico e decadentista si è detto una volta scorsa a proposito dell’inno di Mameli e dell’in­tera generazione italiota di quell’epoca, a cui si rimanda. Una sola curiosità piuttosto si può aggiungere, a proposito della <leggera> morte di Ciampi: il raffronto con la <leggerezza-della-piuma> fu fatto proprio dai cinesi, sia antichissimi sia moderni, ma fu anche ripreso nel xix sec. dall’autore originale,Victor Hugo, del dramma storico “Il re si diverte”, Triboulet [= Rigoletto, che Verdi invece, con profonda … ironia voleva intitolare “La maledizione”]: “Souvent femme varie, bien fol est qui s’y fie! Une femme souvent n’est qu’une plume au vent!”. E siccome di Ciampi si era parlato abbastanza, si può concludere svariando che, rispetto al maoismo, nella circostanza italiana presente ci si è parato di fonte un fenomeno nuovo: non <la morte di chi serve i fascisti, di chi serve gli sfruttatori e gli oppressori>, ma quella di un uomo, al contrario, dichiaratosi sempre strenuo difensore – tardo risorgimentale putrescente <prefascista> (a prescindere da insondabili mor­morii sulla massoneria) – dell’<anti-fascismo> praticante che, faceva sapere lui, era <negli-interessi-del-popolo>. Ora si può vedere in quale maniera qui [sulla Contraddizione, rivista e blog ] sia stato abbondantemente argomentato che tanto quello ritenuto <anti-fascismo> quanto la difesa degli <interessi del popolo> erano panzane e imbrogli di prima qualità. In effetti si mise lì in luce come <taroccata novità> un sedicente anti-fascismo “democratico” camuffato da un <colpo di stato tecnico e pulito>, gestito alla presidenza del consiglio appunto da Ciampi (più Oscar Luigi Scalfaro alla presidenza della repubblica) per srotolare il <tappeto nero> per l’imminente avvento della <discesa in campo politico> di Silvio Berlusconi, nell’evocazione mitica del 1992-93 così cara a Ciampi stesso fino alla sua morte — ma è stato precisamente questo il disdicevole camuffamento del nuovo fascismo nelle spoglie di un ineffabile anti-fascismo, lasciando poi che Berlusconi “adottasse Renzi”: un capolavoro di ambiguità, se così si voglia dire, per dissimulare l’<ottusità> dell’<acutezza>, con il fascismo\anti-fascista e gli interessi del grande capitale finanziario con quelli delle popolazioni. Per queste ragioni tornano a proposito i detti cinesi cui si è fatto riferimento: un compagno che muore pesa più di una montagna, mentre la morte di Ciampi è <più leggera di una piuma>. E leggera come una piuma ci ha lasciato sbandierare al vento, al canto di un inno – non ufficiale ma tanto benvoluto dai nazional\fascisti – un rispolverato vessillo riesumato da sotto le macerie di uno stato ridotto a brandelli (…)

<la parte rimanente del testo è liberamente scaricabile e leggibile all’indirizzo http://www.contraddizione.it/Contraddizioneonline.htm>

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