Ottava bolgia infernale

12 Ott

di Gianfranco Pala

inferno-cessoanime

Ottavo cerchio dell’inferno dantesco in fondo a destra, questo è il cammino, e poi dritto fino al mattino. Poi la strada non la trovi da te, sprofonda all’inferno, che però non c’è.

Solo un <buzzurro> {*} come Salvini che nella sua ignoranza non sa nemmeno l’italiano, giacché “traditore” è chi consegna libri e pensieri ai loro avversarî e il fellone che ha commesso tradimento nei confronti della patria; della causa,o dei compari di una lotta merita una dura punizione, fino alla morte, o per dirla con la severità di Dante “se le mie parole esser dien seme, che frutti infamia al traditor ch’i’ rodo”. Ma i libri o i pensieri di Carlo Azeglio Ciampi per chi e di chi erano? Certamente non per proletari e comunisti, ma per banchieri e capitalisti internazionali, cui semmai gli italiani si fossero omologati. E parimenti ciò è vero altresì per il silente <convitato-di-pietra> Giorgio Napolitano, che qui non dovrebbe entrare direttamente in gioco (ma che, come si dirà, <tomo tomo, cacchio cacchio> si è dedicato e plasmato sugli stessi padroni e opposto ai medesimi nemici). Quindi è palese l’ipocrisia del legaiolo – con il suo <cesso di anima>, per dirla come il diavolo di Altàn – di manifestare “preghiera e cordoglio” per la non prematura morte di Ciampi; lo storico e politico analfabetismo del disumano guitto <ruspista> lombardo ne delinea le magnifiche sorti, e regressive. Ossia definire Ciampi “uno dei traditori dell’Italia e degli italiani, come Napolitano, Prodi e Monti” non sono “parole choc, a caldo”, di Matteo Salvini sulla morte del presidente emerito della repubblica, il quale a dire del legaiolo “si porta sulla coscienza il disastro di 50 milioni di italiani, e come per Napolitano è uno da processare come traditore”. E neppure sono “parole miserevoli” come esclamano le anime-beninten­zionate del Pd, anche dell’asinistra di coloro-che-lastricano-le-vie-dell’inferno. Poiché costoro fingono di non sapere mentre Salvini – è chiaro – non sa proprio chi siano realmente, da decenni, né Ciampi né Napolitano e via con coloro che sempre <osservano-gli-ordini-supe­riori>. {* per spiegare alcuni termini, per chi non lo sapesse, non è male apprendere che buzzurro viene dal tedesco antico Butzen (moderno Putzer), in linguaggio popolare riferito agli immigrati che decisero di fermarsi tra l’Esquilino e la zona ex Macao del rione Castro pretorio, come ancora oggi; allora erano circa il 10% della popolazione romana dell’epoca. Vennero perciò chiamati spazzacamini; caldarrostari, ambulanti castagnari, montanari alpini semianalfabeti che nella stagione autunnale delle castagne scendono in pianura, per venderle fresche o arrostite (per cui preliminarmente pulivano le canne fumarie) e pulitori in genere; in Italia centrale equivale, estensivamente in senso figurato, a termini dialettali quali <ciafrujoni>, confusionari, casinisti, pasticcioni, ingarbugliatori, che confondono le idee; a parti invertite, è il corrispettivo dell’epiteto terroni che i <nordici> affibbiano con violenza verbale analoga all’uso di <buzzurro>, ma provocatore di doppiosenso rivolto ai <sudici> [non si dimentichi che <tombini-di-ghisa> uscendo coperto di merda dalle fogne, nel 2009 a Pontida; cantò stonando “senti che puzza, scappano anche i cani, sono arrivati i napoletani”; e adesso, per catturare un pugno di voti … <sudici>, dopo la felpa per <lampedusa> si è fatto sùbito stampare un’altra felpa con su scritto <amatrice>!!], La parola <terroni> (e varianti dialettali) proviene dallo spagnolo terrones (zolle di terra, zappate dai <contadini>), che in un più remoto passato in Toscana non era riferita ai <lavoratori agricoli> servi della gleba, ma invece riguardava originariamente una disputa tutta interna alla classe padronale tra i <proprietari terrieri>, <latifondisti>, che con la terra avevano solo un <rapporto di proprietà> non avendola mai lavorata, zappata, e i <bottegai> che si ritevano dominati e vessati da quegli altri, proprietari privati della natura.

(…)

[l’articolo completo è disponibile all’indirizzo http://www.contraddizione.it/Contraddizioneonline.htm ]

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