Il punto di vista della palla

10 Mag
un mondo trasformabile guardando con meraviglia la realtà sociale

 Gianfranco Pala

“Proprio perché si è rimasti all’oscuro
circa la natura della società umana,
ci troviamo ora di fronte alla possibilità
di un totale annientamento del pianeta.”
[Bertolt Brecht, Scritti teatrali, Einaudi, Torino (1957)]


L’enorme differenza specifica marxiana rispetto al feticismo economico che l’ha preceduto – anche quello che si è fondato sull’eccedenza della produzione agricola <materiale nella natura> – sta precisamente, come si preciserà meglio fra poco, nel fatto che gli umani mutano insieme alla natura. Epperò – come dice Bertolt Brecht, qui da assumere in via generale [cfr. Scritti teatrali, Einaudi, Torino 1962 (vol. unico), giacché fu da lui formulato nei suoi riferimenti <particolari> al teatro epico di contro al tradizionale teatro drammatico convenzionale borghese] (per ulteriori considerazioni cfr. il §.5. la dialettica dell’intelligenza generale) – il marxismo della maniera materialistica fu da lui appreso direttamente da Marx e Engels, e si attaglia perfettamente a tutto il mondo reale, ossia al vero e proprio, ma malamente detto, <ambiente> in quanto “condizioni circostanti naturali” nel quale vivevano gli umani. “Questo mondo era senza dubbio già apparso in precedenza, ma non come elemento a sé stante, bensì soltanto nella prospettiva del personaggio centrale”.

 

per scaricare l’intero testo:

http://www.contraddizione.it/Contraddizioneonline.htm

 

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