Renzi chi? — Il buffone invisibile #2

1 Set

#2. A proposito di elezioni il baro ha provato ripetutamente ad abbindolare mezzo mondo vantandosi che in Europa il suo Pd → pDc [lui non si era candidato da nessuna parte: neanche lì, per paura che il suo imbroglio da illusionista potesse essere scoperto] aveva preso il 40,8%: sì, certo, ma in una elezione che gli ha portato un risultato inferiore di un milione e passa – diciamo 11 contro 12 – a quella tempra-di-rivoluzionario-kennediano che risponde al nome di “Uòlter” Veltroni; quest’ultimo peraltro nel Pd si era presentato candidato, portando quindi lui stesso i voti al suo partito, al contrario dell’illusionista. Quindi su una platea di elettori molto inferiore, Rœnzi, senza presentarsi personalmente, ha ottenuto di fatto un risultato (perfino in %) non superiore a quello del Pd veltroniano, pari circa cioè al 33% dei votanti. In termini sia assoluti sia percentuali quello di <mr. 40>, come lo chiamano sinteticamente in Europa, è pertanto un altro grottesco bluff! Renzi, chi?, per dirla con la sua prosopopea e perciò senza <cancelletto e titoletto>. Attraverso l’illusione di dirsi interessato solo alle primarie, il <rignanese-sull’Ar­no> aveva distolto l’attenzione dalla corsa per la segreteria e dal semestre europeo che – secondo piccione preso con la stessa fava, ha fatto in tempo a soffiare al <sereno-Lettino-jr) – e i piccioni sono diventati tre! – oltre a segreteria e presidenza del consiglio anche il turno italiano per il semestre italiano. Dove però – al di là dell’ap­prezzamento di maniera per le parole sprecate diffuse a vanvera – l’Ue mal sopporta l’Italia di Renzi.

Il fondo del Sole-24 ore del 7 agosto è infatti titolato “Ma quale paese vuole Renzi?”. Per lo squisito doppiosenso consentito dalla lingua italiana la frase di quel titolo si può lèggere in due maniere: <ma Renzi quale Italia vuole>, oppure <ma qual è il paese che vuole Renzi? ––– senonché per chi capisca la sottigliezza possono cadere-a-fagiolo entrambe. Soprattutto per la clausola del punto interrogativo, che evoca pertanto anche la prima domanda di per sé eloquente per tutte: Renzi, chi? In effetti il fondo prosegue: “Dopo il 40,8% nell’urna [funeraria – ndr], è arrivato il meno 0,2% del pil che segue il meno 0,3% del trimestre precedente e fa ripiombare l’Italia in recessione. Alla domanda che tutti si pongono [alla buon’ora! chissà perché hanno tutti aspettato tanto?!!? – ndr], non fa più séguito la positiva attesa di qualche mese fa, prima che questa aspettativa si trasformi in un sentimento comune (pericolosissimo) di attesa negativa”: a continuazione dell’incapacità “di agire, alla voce “fatti””.

Nonostante la valanga di critiche ricevute lui dice io garantisco, io faccio 5 (anzi 10, no 2, … ) riforme, io non cambio linea. E allora non è certo casuale che Mario Draghi – allievo del liceo privato parificato romano dei gesuiti, sia ben consapevole da volpone quale ha lì appreso di essere anche sul terreno cattolico, oltre che su quello economico transnazionale – al provincialotto Renzi gli mangi in testa. Cosicché ha ritirato fuori dal suo cilindro gesuitico il concetto di sussidiarietà – ripreso dal nuovo catechismo del 1992, sotto GPii, dove si puntualizza che “il principio di sussidiarietà si oppone a tutte le forme di collettivismo. Esso precisa i limiti dell’intervento dello stato. Mira ad armonizzare i rapporti fra gli individui e le società. Tende a instaurare un autentico ordine internazionale” [cfr. no.34], e così esteso dalla famiglia alla società. Sì che il trattato di Maastricht, sapientemente mutuando il nuovo catechismo, bell’e pronto recita: “La Comunità agisce nei limiti delle competenze che le sono conferite e degli obiettivi che le sono assegnati dal presente trattato. Nei settori che non sono di sua esclusiva competenza, la Comunità interviene, secondo il “principio di sussidiarietà”, soltanto se e nella misura in cui gli obiettivi dell’azione prevista non possano essere sufficientemente realizzati dagli stati membri e possono dunque, a motivo delle dimensioni o degli effetti dell’azione in questione, essere realizzati meglio a livello comunitario”. Nel­l’ipocrita invadenza ecclesiastica si giustifica la cosa poiché “un intervento troppo spinto dello stato può minacciare la libertà e l’iniziativa personali; una società di ordine superiore non deve interferire nella vita interna di una società di ordine inferiore, privandola delle sue competenze, ma deve piuttosto sostenerla in caso di necessità e aiutarla a coordinare la sua azione con quella delle altre componenti sociali, in vista del bene comune“: si noti solo il gesuitismo di quell’ultimo <ma>!

 cost

#2bis. E allora il baro che fa? Ubi maior, minor cessat: non ce la fa a osteggiare Draghi e l’Ue, e da leccapiedi qual è il <minor> non può che concordare falsamente con il <maior> e con le istituzioni; ma nel suo accesso egocentrico ha aggiunto che, sì, Draghi e l’Ue fanno benissimo a rivendicare la loro “sussidiarietà” ma poi “sono io che decido le riforme da fare”: io, io, … e Berlusconi? Oltre alla recessione, all’ulteriore indebitamento pubblico, alla mancata copertura finanziaria secondo i tecnici parlamentari, i calcoli dell’Istat e della Ragioneria dello stato, ai conti della corte preposta e da ultimi agli avvertimenti dell’“agenzia Moo­dy’s” secondo i confliggenti interessi di “fraterne” istituzioni finanziarie che sostengono agenzie concorrenti, ci sono le valutazioni di altri due <maior>: Cottarelli sulla revisione della spesa e Piercarlo Padoan ex-filopiccista-ex-Ocse (messo lì da altri apposta per controllare), al quale serve estorcere u­no stiracchiato ma prevedibile assenso. Ma aumentano altresì le molteplici voci che, pure troppo insufficientemente stufe delle sue chiacchiere, parlano di circa 24 mrd necessari dopo l’estate. Poco importa se per una manovrina aggiuntiva per il 2014 o inclusa nella manovrona per il 2015 [“i soldi sono soldi”, dice un proverbio inglese]; lui e madonna Maria Elena vanno avanti imperterriti, si sa, nelle loro mentulate [voce gergale meridionale]. E si dice molto soddisfatto [sic] di questo risultato negativissimo, <perché così siamo costretti ad accelerare e a lavorare di più>: l’illusionista ha colpito ancora, con le sue supposte bravate. Come se correre di più, girandosi sempre indietro per parlare con chiunque sì da mostrarsi [fateci caso!] per stare avanti a tutti, e così offrendo anche una frettolosa stretta di mano alle folle [o ai folli, se ci capite] plaudenti, voltandosi senza sosta per evitare di fermarsi a discutere veramente con le masse, possa rovesciare con il trucco <(s)blocca-Ita­lia> definito un nulla, lo sfracello per il quale l’articolo di fondo del Sole-24 ore citato non esita a sostenere che i “43 mrd annunciati all’Expo” non sono “investimenti veri, quelli possibili” ma una “farsa”: noi aggiungiamo una farsa nel raggiro o, diciamo pure, nella <bara> [… da barare”]. E sì che il direttore del Sole, anche se non ottimista, ha il dovere professionale di non dire tutto ciò che pensa e deve mostrasi almeno speranzoso.

A latere il collega di governo – il <diversamente fascista> [cosi di fatto si sono autodefiniti gli scissionisti del ncd per non stare con i berluscoidi conformemente neofascisti doc di <Forza-Italia-2.0>] – Angelino Alfano con i suoi camerati, a cominciare da Maurizio Sacconi ecc., hanno asserito che l’art.18 della legge sul lavoro ancora in vigore, è un <mito da sfatare>, un residuo ancestrale della vecchia Italia filosovietica, e che pertanto va “abolito entro settembre”. Ma per non essere-da-meno-destrorso Rœnzi – in obbedienza ai voleri di Berlusconi (che li esterma dal 2001) – ha assicurato che a settembre si rimetterà in discussione l’“intero” statuto dei lavoratori e non solo l’art.18 dal rignanese stesso, a proseguire il riferimento al mito alfaniano, definito un “totem ideologico” (?!). Chissà come reagirà svolazzando la farfalletta madonna Boschi da Laterina che è tutta contenta perché – dice lei – anche sui 183 voti ottenuti (anziché i previsti 222) quelli di FI non sono stati determinanti, il che dimostrerebbe – sempre secondo madonna Maria Elena – che ce la facciamo da soli e che i voti dei berlusconiani non ci servono [?? sic!] per i provvedimenti economici e neppure per la legge elettorale. Ma come non!? Che costei non abbia una particolare acutezza di ingegno, si sa, ma se ne è accorta che al di là dei numeri il Berlüska sbrinato dal suo capetto rignanese sta facendo tutto il cattivo tempo che vuole, governando già attraverso le “losche intese” stipulate con il suo <nipote-putativo> ––– altro che le cosiddette “larghe intese” di Monti, Letta jr (e Napolitano)? O non se ne è accorta? Non serve altro.

In effetti è utile richiamare alla mente anche altre due osservazioni: a. alle elezioni europee, si sa, <mr. 40> non c’era, e per l’Italia il più votato è stato il delinquente, condannato e interdetto ma prescritto [cfr. no.147], Raffaele Fitto – una bella giovane <promessa> per il suo <mastro-di-reati> Berlüska; b. Renzi non è stato mai eletto da nessuna parte, né come aveva spergiurato [ma va da sé che un baro spergiuri il falso] si è sottoposto a un voto preliminare dei due rami del parlamento, come vuole la costituzione ancora vigente (sia pur per poco) e che anche lui in quanto <nipote-di-Berluscomi> (del rango di quell’altra …) sta distruggendo; e di cui il referendum popolare dovrebbe confermare la nefandezza, e come i 3 presidenti del consiglio “illegali” prima di lui, Monti (che semmai è il solo “regolare”in quanto nominato senatore a vita) mentre Prodi, Letta jr e Berlusconi compreso, checché lui lo dica e lo faccia ripetere ai suoi ex palafrenieri, i parlamentari dal 2006 sono stati eletti tutti con legge “porcata” incostituzionale (anche i 5s).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...