IL GRAN BERLÜSCO tyrannosaurus rex (nanotyrannus)

19 Lug

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Secondo il grande antico Dizionario etimologico di Ottorino Pianigiani, Aldrighi, Firenze 1907 [cfr. anche http://www.etimo.it] il termine “berlusco” significa due volte losco = bilosco o bis liscus. Questa definizione si ottiene componendo ber con lusco. Ber sta per bis, che si trasforma in “ber” per il fenomeno linguistico détto “rotacismo” che fa pronunciare come r lettere come d, l, s, ecc. a seconda dei casi; in alcuni dialetti si sente, a es., ir o er per il, maronna per madonna, dorce per dolce, o appunto ber per bis, e via dicendo. Pertanto nell’àmbito dialettale lombardo-veneto, particolarmente nell’area milanese l’aggettivo bisluscus diventa berlüsc, di cui berluscone è un maggiorativo. In alcune lingue morte la trasformazione appare come definitiva, come valerius al posto di valesius. Siccome “lusco” vuol dire losco, cioè letteralmente che vede male da un occhio, allora bis-lusco (dal latino bis-lùscus) che vede male da entrambi gli occhi, ciò vale due volte losco allorché trasformato in ber-lusco; ora il nostro nanotyrannus – denominazione non inventata, perché è ufficiale nella classificazione dei dinosauri fossili – ha l’occhio sinistro muffo, con le palpebre ormai visibilmente offese per gli eccessivi interventi chirurgico-plastici.

Il termine ber-lusco è ripreso anche in altri dizionari etimologici [cfr. Salvatore Battaglia, Grande dizionario della lingua italiana, Utet; Tullio De Mauro – Marco Mancini, Dizionario etimologico, Garzanti] dove si legge che losco o bislosco indica in primo luogo un difetto della vista (guercio, miope). Dunque originariamente il termine si riferisce a persona che per sua condizione fisica non può vedere se non cose da presso, e per guardare restringe e aggrotta la ciglia. Senonché nell’italiano corrente quest’ultimo termine introduce idiomaticamente una qualifica di dubbia onestà, e induce al concetto di equivoco, bieco (e, in uso figurato, corto di mente). Grazie a tutta codesta descrizione, etimologicamente analitica e fondata, tale documentazione è inoppugnabile e non è affatto una “bufola” come hanno cercato di argomentare alcuni meschini berluscoidi. Perciò – in questa fase di foga nel tentativo di tornare a nuova vita dalla terra dei morti viventi per l’ennesima volta, la sesta [o settima come i gatti, ma non si può dire mai, finché non intervenga il paletto di frassino o la fossilizzazione] – è più che lecito proseguire con queste annotazioni per esorcizzare il ritorno dello zombie. Gli italioti sono stati ammaestrati talmente bene che fin dall’ottobre 2011 – appena il kav. berlüska ha finto di andarsene per la quinta volta la Contraddizione [no.137] scrisse: “ormai che il Berlüska se ne andato (ma non si può mai dire!)” … – si era ben consci dell’ennesima menzogna del losco figuro.

Perciò la presente nota va presa come un serissimo divertissement metaforico ma teso, ridacchiando, a percorrere tutte le vie per vanificare l’aggressione del bieco kavaliere nero: perfino Mario Monti, che è altrettanto destrorso di lui, fa la figura dell’uomo perbene (perché per il verso formale istituzionale lo è realmente, e in complesso, culturalmente e borghesemente, è molto meno peggio di lui); per non parlare dell’“onestuo­mo-Bersani” che non svetta su nessuno dei due, in ossequio all’autolesionismo suo e della sua gente. Al contorno si è affollata una schiera di realtà minori che o si illudono per progetti irrealizzabili – vigente il modo capitalistico della produzione e della società – o possono solo appena disturbare quei tre, o creare panico nella popolazione non riuscendo, verosimilmente nessuno di simile schiera neanche in quella piccolissima sottoparte che dicesse di volerlo, a sovvertire il sistema di potere esistente. Pertanto sono ancora per la sesta volta da smascherare agli occhi degli italiani foderati di prosciutto [… solo quelli, non le vie gastriche, gli stomaci volgarmente detti “trippe”, ahimé!] le menzogne di colui con cui hanno a che fare.

Ora basti rammentare il secondo, a hitleriana imitazione, contratto-con-gli-i­taliani; il primo prometteva: abbattimento della pressione fiscale, difesa dei cittadini e prevenzione dei crimini, innalzamento delle pensioni minime, dimezzamento dell’attuale tasso di disoccupazione (la mitica “creazione di almeno 1 milione e mezzo di nuovi posti di lavoro”), apertura dei cantieri per almeno il 40% delle “grandi opere” (incluse emergenza autostrade, metropolitane, ferrovie, reti idriche e opere idro-geologi­che per la difesa dalle alluvioni, ecc. – scordandosi dei terremoti in un’Italia sismica, dove non ha senso fare una media ma “tutto il territorio nazionale, con la sola eccezione della Sardegna, risulta a rischio sisimico”, come dichiara la legge sulla base di studi dell’Inv). Concludeva il buciardo dichiarando che “nel caso in cui al termine dei cinque anni di governo almeno 4 su 5 di questi traguardi non fossero stati raggiunti, Silvio Berlusconi – detto da lui stesso rigorosamente in terza personam, come se si trattasse di … un altro – si impegna formalmente a non ripresentare la propria candidatura alle successive elezioni politiche”. E lo spergiuro sottoscrisse l’hitlerian-contratto dopo il rituale “in fede”. Chiunque può verificare se nemmeno 1 di quei 5 punti – e non gli “almeno 4 su 5” promessi, e non al termine dei primi cinque anni di governo bensì dopo tutti gli 8 anni 2 mesi e 12 giorni durante cui ha governato ufficialmente, sul tempo totale del suo periodo pari appunto a 17 anni e mezzo, vuoti di governo compresi – siano stati rispettati, tranne che per le norme a lui care, come eredità, salvaguardia dei grandi patrimoni, occupazione retribuzioni e vitalizi di gran lusso, evasione fiscale e condoni, falsi contabili, conflitti di interesse, grane e condanne giudiziarie, prescrizioni e ogni sorta di norme ad hoc.

Ma dopo tutto questo fiorire di ciarlatanerie e menzogne gli italioti berlusconizzati “non ricordano” assolutamente nulla, nemmeno che nel 1994 (e di nuovo a fine 2012, dopo averci governato insieme fino al 2011) dichiarò che non sarebbe più stato insieme alla Lega! E ancora si fidano di lui. Non hanno neppure memoria a breve, balzando nell’attualità falsamente frivola, che lui, l’ondivago, ha negato – nonostante il video rimandato in onda con tempestiva simultaneità – abbia giammai definito Balotelli una “mela marcia”, che “non doveva assolutamente entrare nello spogliatoio del suo Milan – intimando al cavalier servente Galliani che non c’era un euro da spendere: ebbene, il negro-italiano Balotelli è arrivato, e con sua meritata gioia dopo le persecuzioni razziste subite, ha segnato due reti (una a 93’ su un rigore … concesso chissà perché dall’arbitro?), ma pure con quella dei tifosi e dei dirigenti dipendenti di Berlüska. Il kav. ha sborsato ufficialmente 20 mrd € (che non sarebbero nemmeno pochi, mentre perfino i suoi elettori non hanno neanche da comprare il pane), mentre il Manchester ne voleva 37! Sicuramente gli inglesi hanno ribassato la richiesta, ma dimezzarla è improbabile; un bel po’ di soldi, come si dice, saranno pur rimasti “appiccicati” da qualche parte, ed essendo in gioco le elezioni riesumiamo il vecchio détto del re Edoardo iii, sovrano pur sempre inglese anche se lontano da Manchester, “honni soit qui mal y pense” [ìl Monte dei paschi, da ultimo, ha insegnato che qualcosa si può occultare per destinarlo a fini diversi da quello dichiarato, magari elettorali].

È inutile ripetere le troppe cose note ma sconosciute, poiché dimenticate, dal “gregge senza idee” [Marx]; sono stai scritti libri e articoli in gran quantità e dettagli, ma c’è ancora chi finge di non capire o è talmente ottuso che proprio non capisce: un’antica massima dice che dai cretini non ci si può difendere, ma se si è solo illusi, o disinformati, o si ignorano gli eventi o pure perfino se si è farabutti ma intelligenti, è meritorio provare a far conoscere la verità agli sprovveduti: non si sa mai! L’importante, nell’immediato, sta dunque unicamente nella possibilità di respingere lo sbarramento istituzionale che il neo-fascismo piduista e che puzza di mafia vuole imporre al parlamento. Oramai il losco figuro ha scaricato l’onere sulle spalle della popolazione inconsapevole e ignorante, facendo sì che i suoi seguaci abbiano interiorizzato la sua dittatura, il colpo è riuscito: e la colpa perciò non è sua ma di chi lo vota o inintenzionalmente ne favorisce l’uscita dal sacello.

Tra le “nuove” finte gaffes – prontamente dall’ondivago stesso negate il giorno dopo – c’è l’esaltazione di Mussolini [ma, lui non lo saprà, perfino il falso … “progressista” neocorporativo F.D. Roosevelt aveva definito Mussolini come un “ammirevole gentleman italiano” (sic)], e come tutti i cripto-fascisti nostalgici il bieco nero ha ripetuto la loro fola vecchia come il cucco secondo cui il Duce aveva fatto tante-cose-buone fino alle leggi razziali; il ducetto di adesso, nel giorno del piagnisteo nazionalsionista detto della shoah, ha osato affermare però che furono quelle leggi l’unica macchia del fascismo; e poi l’entrata nella seconda guerra mondiale, … “costretti” dagli eventi. Purtroppo la concentrazione di massa solo sulla reale persecuzione degli ebrei ha fatto sorvolare alle masse popolari stesse, non certo ai “resistenti” avveduti, bastonature assassinii e arresti di oppositori comunisti, socialisti e liberali, operai e contadini. Ma anche rom, sindi, e altre minoranze, per non dire degli omosessuali, furono precocemente perseguitati dal fascismo.

I loro nomi sono sconosciuti ai più, perciò ci si deve accontentare di ricordare quelli di noti intellettuali dirigenti dell’opposizione al nascente fascismo: Giacomo Matteotti (socialista, assassinato per “responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto… il fascismo è stato una passione superba… io sono il capo di questa associazione a delinquere! … ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l’ho creato con una propaganda che va dall’intervento ad oggi” – parola di Dux – nel 1924), Giovanni Amendola (liberaldemocratico, ammazzato di botte fasciste, nel 1925), Piero Gobetti (liberale, stessa sorte l’anno dopo, nel 1926, a 25 anni); e poi nel 1926 arresti, pestaggi e confino (a Ustica) per i comunisti, Amadeo Bordiga, Bruno Fortichiari, Umberto Terracini, fino ad Antonio Gramsci, arrestato e condannato a 20 anni ma morto undici anni dopo, per le malattie contratte in carcere. Ma per Berlusconi – ancor più che per Mussolini – sono tutti “comunisti”, … se oggi lo sono anche D’Alema, Veltroni o Bersani!

Non si possono qui rivangare le nefandezze del fascismo fin dall’inizio nel decennio 1920 postbellico – le “cose buone fatte da Mussolini”, secondo il kavaliere nero – ma è sufficiente ricordare che tra il 1925 e il 1926 non vi fu “solo” l’ondata repressiva a opera del fascismo, i saccheggi delle case del popolo e gli incendi dei libri, gli assassinii di lavoratori, operai e braccianti, ma il varo di duri provvedimenti economici e giuridici che solo lo spirito marcio del barzellettiere d’Italia può ritenere ben fatti: ma già! era tutto fatto per stroncare il comunismo dopo la rivoluzione russa dell’ottobre 1917 vinta dai bolscevichi, il biennio rosso, ecc. – e quindi un’azione di pulizia che non poteva che esaltare i fascisti di allora e resuscitare quelli di oggi, anche quando ora sono mascherati da capi di industrie e banche. Tra quei provvedimenti reazionari e violenti presi tra il 1925 e il 1926 si possono solo ricordare le leggi “eccezionali” fascistissime, la carta del lavoro, le leggi penali poi riunite nel codice Rocco, il blocco dei salari congiuntamente alla politica monetaria con il cambio di lira contro sterlina alla cosiddetta “quota 90”, il che con il crollo del potere d’acquisto gettò l’intero onere sulle spalle dei lavoratori e della popolazione più povera, mentre si gratificava l’industria e si salvavano le banche in crisi (già prima della crisi del 1929): il fascismo preparava così il suo proprio tipo di intervento dello stato autoritario e lo sviluppo padronale, poi imitato in tutto il mondo imperialistico, di Imi e Iri.

Queste sono tutte … splendide cose – compresi ovviamente gli assalti delle squadracce nere già durante i primi anni 1920 – furono fatte dal fascismo ben prima delle leggi razziali di fine 1938. E in questa collana di gioielli preziosi non va dimenticata la guerra d’Etiopia, con i primi eccidi nel 1934 e portata avanti nel 1935 – con bombe all’iprite, gas asfissianti e altre armi proibite (batteriologiche, ecc.) – fino alla “proclamazione dell’Impero”, per il tripudio del re e imperatore …Vittorio-Emanuele-Ferdinando-Maria-Gennaro-Savoia, iii, detto “Pippetto” per la sua statura fisica (1,53 cm) e morale; la guerra nazi-fascista di Spagna (1937) quando peraltro l’accordo con i nazisti e i loro eccidi e repressione economica e sociale risaliva alla fondazione di quel regime, nel 1933. Ma il gran berlusco, nella sua specchiata arretratezza culturale e nella sua foga contro il comunismo, visto ovunque, come uno spettro, che cosa fa? Si riferisce soltanto alla persecuzione e allo sterminio degli ebrei, si addormenta durante la commemorazione ufficiale, cui presenzia per dovere di firma e per succhiare qualche voto elettorale, e poi esalta la “bravura” – va da sé, anticomunista – di Mussolini fino a tutto il 1938! Dunque per lui il Duce è stato un esempio da seguire, almeno per tutti i primi sedici anni – il xvi e.f., era il 1937-38 – durati quasi come il suo ventennio scarso e intervallato: quindi adesso prende cappello di feltro nero con nastro infioccato alla base della calotta, con sottostante tesa leggermente incurvata, e cappotto ancora regolarmente nero con il bavero alzato, stessa espressione corrucciata mascherata con un losco ghigno: esattamente come Mussolini in fuga, a Campo Imperatore (…ironia del nome).

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Ma le bravate del kav non finiscono mai, “L’immagine nella società di oggi – dice la pubblicità dell’a­zienda Rialzi.it per aumentare la altezza – è di grande importanza. Apparire più alti ha effetti diretti su molti aspetti: la gente ti guarda in modo diverso, più accattivante. Qualche centimetro, 5 o 6 in più, non solo è sembrare più alto, implica sentirti più sicuro di te stesso”. E lui, esperto di codesti avvisi propagandistici, non solo ha i rialzi interni per i tacchi, ma per apparire sempre più simpatico e sicuro di sé, si fa alzare, magari con un cuscino di cui l’avversario di turno non dispone, anche la seduta della sedia o poltroncina [tipo Chaplin nel Grande dittatore, quando mima l’incontro-gara in altezza per dominare tra Hitler e Mussolini] e racconta barzellette raccapriccianti ogni volta che fa il giro delle tv. Prima di autoattribuirsi facoltà da veggente – “io sono anche un po’ strega, c’ho sempre azzeccato, e dentro di me sento che vinceremo; loro sono brutti e cattivi” [sic]: maddeché! – profferendo una delle sue ultime sciocchezze, perché tale si è rivelata, tentò un grande coup de théâtre in una delle straripanti sue presenze televisive (il 9.11.2012 !! – una data da incubo, per lui, essendo l’anniversario della cacciata del suo ultimo, per ora, governo, e che  corrisponde, secondo il calendario rivoluzionario francese laico-matematico al 18 brumaio [cfr.la Contraddizione, no.132], quella del colpo si stato di Napoleone Bonaparte). Il bieco nero fece una delle sue tante false promesse rivelando che “lo choc per il partito ci sarà: tirerò fuori un dinosauro dal cilindro, aspettatevi sorprese”.

Ebbene la gran sorpresa, come quelle sciocche [più che choc] da quattro soldi e prevedibilissime che stanno nelle uova di pasqua dei mercatini, si è rivelata essere quel che tutti si aspettavano: il “dinosauro-nel-cilindro” non era né Draghi, prontamente corso ai ripari, alla Bce fino al 2019, perfino niente anche per il Quirinale, e tanto meno la figlia Maria Elvira Marina, ma era … sorpendentemente lui stesso! Tra i dinosauri ritrovati, fortunatamente allo stato fossile e non clonabili, quello che lo evoca meglio è il Tyrannosaurus Rex, brevemente noto come T-rex, un dinosauro vissuto nell’ultimo periodo, detto piano sesto, del Cretaceo superiore; molti reperti fossili del periodo di 70 – 65 milioni di anni fa, furono trovati a Maastricht, in Olanda – incredibile ma vero! – che dette il nome all’intera epoca, che fu caratterizzata dalla più nota estinzione di massa: quella, appunto, dei dinosauri. I tirannosauri erano dinosauri carnivori di 6\7 tonnellate, e considerati i più temibili e terrorizzanti del periodo. Ma in Cina sono state trovate delle ossa di diversi milioni di anni prima, attribuite a un dinosauro strutturalmente simile al T-rex ma 100 volte meno pesante, perciò chiamato Nanotyrannus: il cui nome quindi non è un’invenzione fatta qui apposta per il “Berlusco”, che allegoricamente si può ben chiamare Nanotyrannus Bisluscus Arkoriano … vissuto 100 milioni di anni fa nelle valli lombarde. Il tirannosauro presentava 30 denti nell’arcata superiore e 28 in quella inferiore: forse è per questo che il Berlüsca, memore di lontanissimi antenati, ha dichiarato di se stesso “che ho trentasei denti”!!

Alcuni paleontologi hanno proposto che l’animale si servisse dei cortissimi arti anteriori per portare alla bocca pezzi di carne, ipotesi improbabile perché gomito e spalla non consentono tali movimenti. Invece altri paleontologi ritengono possibile che usasse gli arti per tenere ferma la femmina durante la copula; o per trattenere e limitare i movimenti delle prede. Comunque tutti vedono il tirannosauro – in ogni sua temporalmente lunghissima evoluzione epocale – come un predatore aggressivo che attaccava con ferocia le sue prede; e, se la preda non fosse morta subito, la successiva morte sarebbe avvenuta per shock e dissanguamento; ma come carnivoro opportunista era capace sia di agguati verso prede viventi che di nutrirsi di animali già morti, cadaveri, ossia T-rex era anche verosimilmente un animale saprofago, che si nutriva, cioè di carogne, sottratte ad altri predatori più piccoli esercitando la sua maggiore forza. Gli studiosi hanno ipotizzato che il tirannosauro non avesse un’intelligenza sufficiente a elaborare strategie di caccia basate sulla sorpresa; ma anche un predatore considerato “stupido” come il coccodrillo è in grado di cacciare in questo modo.

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Insomma, aiuto! Questa allegoria è stata scritta all’inizio di febbraio, tre settimane prima delle elezioni. Perciò non c’è praticamente che possa avere una qualche influenza, né c’è da fidarsi degli italioti, berluscoidi e non, si può solo auspicare che la maggioranza di costoro apra un poco gli occhi, vedano quante menzogne truffe siano state effettuate a carico loro e si rendano conto con un lampo di resipiscenza che non è immediatamente in discussione la capacità di altri che eventualmente governeranno poi di risolvere i loro immani problemi. Facendola finita una buona volta con il logoro ritornello del “voto utile” adesso è in questione unicamente l’impellenza di sbarrare la strada al bieco nero kavalier d’Arkore: poi si vedrà!

Allegoricamente si lascino sotto terra nei siti che i paleontologi hanno scoperto, fino al periodo cretaceo, dei loro giacimenti di milioni di anni, le ossa fossili dei tirannosauri, mostruosi o nani che siano, per evitare che tornino come morti viventi sulla terra abitata, altrimenti per concludere questa allegoria, dopo averli rallentati con corone d’aglio, croci e acqua benedetta, e accecati con il sorgere del sole, occorrerebbe colpire gli zombie con precisione in mezzo alla fronte o spaccare il loro cuore con il rituale paletto di frassino.

 

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