IN/GIUSTIZIA POLITICIZZATA – Concolina…

16 Lug

#2. Concolina, concolina … chi la fa la sente prima. Così Gioachino Belli, 182 anni or sono riprendeva un vecchio proverbio romano, nelle strofe di Le scorregge da naso solo: “Er primo tu a ssenti’ sta cantarina [puzza – nda], sei stato? A cquesto c’è un proverbio bbello, che disce: Cunculina cunculina … Nun fa l’innocentino: quanno dereto a nnoi tôna o llampeggia, se dice chiaro: ho ffatto ‘na scorreggia”. Nonostante che nella ripresa belliana del proverbio la situazione popolare dialettale sia declinata al femminile e che si tratti di un tema triviale, è pur sempre un sonetto scritto da un grande autore nel xix sec. Certo, non è nemmeno verisimile che le straordinarie-illimitate-conoscenze-letterarie di Berlusconi arrivino a tanto, né che Lui conseguentemente possa riferire quella situazione a se stesso e alla “politicizzazione dei giudici”. Ma a sua insaputa invece tutto ciò calza a pennello al loffo scorreggione cavaliere: e non invitino adesso, dopo vent’anni, le alte cariche dello stato ad “abbassare i toni”, giacché un riferimento a Belli è un onore – e lo si confronti all’opposto con i toni altissimi usati anzitutto nelle pratiche azioni truffaldine, accompagnate ideologicamente da un penoso vittimismo persecutorio, dal kavaliere nero e dai suoi fanatici “tifosi” rispetto ai giudici comunisti. Era lì che occorreva, allora, abbassare i toni, smetterla di truffare e insultare, e cianciare di guerra civile per potere oggi, messi alle strette offrire loro – i berluscoidi – un’insulsa “pacificazione” retorica per una guerra solo da loro scatenata e che solo a essi pertiene.

Pertanto si è detto sopra che il contrario dialettico sulla giustizia politicizzata è proprio il fatto che gli unici a essere indagati, incriminati e condannati dai tribunali della repubblica italiana non sono stati i pm rossi e comunisti, presuntivamente accanitisi contro Berlusconi e quelli da lui “toccati”, ma esattamente il contrario, sono sempre stati i magistrati di “destra” o pure anche gli avvocati che li hanno corrotti e comprati, istigati e gestiti per “aggiustare” i processi: di fatto corrotti. Lo scorreggione Berlüska ha fatto la puzza filofascista ma ha detto per primo che la puzza l’avevano fatta i comunisti: la matrice varata a villa san Martino con Previti è stata la prima prova, per lui ben riuscita: e via così per quarant’anni. Prima di venire alla cocente attualità, è però bene … dare a Cesare quel che è di Cesare [Previti – il va sans dire!], giacché è a lui che è andato l’onore della prova generale della truffa (con villa san Martino) poi reiterata tante volte, fino anche all’onere della condanna con interdizione dalla professione e dai pubblici uffici. Condanna e interdizione che la cassazione ha confermato riguardo a Dell’Utri, almeno per il periodo che ricade entro il citato brutto caso di villa san Martino [con Berlusconi e Mangano]. Invece per Previti è stato necessario attendere il giudizio di Milano del 2006 per il processo Imi-Sir\Lodo Mondadori\All Iberian; alla fine anche la cassazione gli ha confermato 7 anni e mazzo di reclusione (grazie alla “salva Previti” pochi giorni in galera o a domicilio) ma l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e la radiazione dall’albo degli avvocati: ma che importa? lo studio legale Previti va avanti tranquillamente “per eredità”. Ma ciò che più conta è che – oltre agli altri avvocati berluscoidi, Attilio Pacifico e Giovanni Acampora – tutti sono stati condannati per aver “aggiustato” i processi del kapo comprando il giudice (ormai ex) Vittorio Metta. Indovinate voi se quel giudice è politicizzato a destra o a sinistra? Si spartirono una tangente di una settantina di miliardi di lire una parte minore dei quali – il grosso era la remunerazione per la mediazione costata agli “avvocati” arresti e interdizione per la sentenza truccata a favore del kapo – arrivò al giudice Metta, dopo essere passati sui conti degli avvocati. Ma trattandosi delle faccende di B-rex è ovvio che l’intero Pdl già allora si mobilitò indignato, sostenendo che anche Previti era un “innocente perseguitato”!

Tornando alla caldissima attualità, i nodi sono sempre più stringenti. Sul primo andamento del processo, i pubblici ministeri Fabio de Pasquale e Alfredo Robledo [cfr. no 109 e no 138] avevano chiesto una proroga delle indagini per l’inchiesta sulla compravendita di diritti cinematografici da parte di Mediaset\Fininvest (è la denuncia in cui rientrava anche David Mills, che ha ideato in passato il sistema delle società offshore, il sistema di scatole cinesi che costituivano il comparto estero Fininvest, indagato per corruzione in atti giudiziari insieme a Berlusconi). Secondo la tesi del pm Fabio De Pasquale, Fininvest aveva messo su un sistema per acquisire i diritti dei film americani frodando il fisco. L’azienda avrebbe comprato i diritti non direttamente dalle case produttrici, ma da una serie di intermediari e sottointermediari, aumentando le voci passive dei propri bilanci, con forti risparmi da un punto di vista dell’imposizione fiscale. Complessivamente nei cinque anni centrali del periodo, su una spesa complessiva aggirantesi attorno a un miliardo di dollari, il gruppo avrebbe segnato “costi fittizi” per quasi il 40% nell’acquisto dei diritti tv. Per Mediaset, come ha sostenuto l’accusa in sede di requisitoria, “ci sono stati 90 mln $ in più all’anno di costi gonfiati”. La contestazione di frode fiscale mossa a Berlusconi riguarda, poi, gli anni dal 2001 al 2003 e, secondo l’ipotesi accusatoria, in quei tre anni nei bilanci del gruppo gli effetti dei costi gonfiati dei diritti tv sono di circa 40 mln €.

Nell’occasione interlocutoria di un primo grado di giudizio [allorché i legali del kapo che insieme a lui già stavano tramando per cercare di uscirne fuori nella massima misura possibile] c’è stata una dichiarazione sconsolata del pm di Milano Fabio De Pasquale quando la presidente del tribunale di primo grado, Francesca Vitale, suo malgrado fu costretta a emettere – lei stessa molto seccata perché prevaricata senza alternative dal potere – lo stralcio per prescrizione o in conseguenza di leggi varate ad hoc, come la depenalizzazione del falso in bilancio e l’arbitrario calcolo dei giorni di prescrizione fatto dagli sciagurati legali del kav che ha fatto pesare non solo i cinque anni in più che il ducetto si era regalato con la “legge Cirielli”, relativi al “rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi per falso in bilancio e appropriazione indebita”. in tal modo si poteva mantenere solo la frode fiscale con conseguente evasione; anche Francesca Vitale osservava che così facendo “sono stati cancellati otto anni di inchieste e di processi”. Il pm De Pasquale in quella circostanza pertanto disse che “è inutile commentare” una non sentenza, che si commenta da sé perché nega la verità a esclusivo favore della cosiddetta “ragion di stato”; ma aggiunse che con essa, però, il dominus d’Arcore “non è stato assolto” ma ha commesso il fatto, ossia la corruzione in atti giudiziari, ma è stato solo prosciolto per prescrizione [Andreotti docet, con buona pace della fascista avv. Bongiorno che allora precorse i tempi, e non perché lei era brava ma perché Andreotti era … Andreotti]: si è visto tuttavia che la frode fiscale, come per Al Capone, poteva bastare, giacché l’8 maggio 2013 è finalmente balzato alle cronache il processo Mediaset\Fininvest sui diritti televisivi e cinematografici. Nelle motivazioni della sentenza della corte d’appello si parla di “un sistema portato avanti per molti anni” dall’ex ex presidente del consiglio [cioè B-rex] e “proseguito nonostante i ruoli pubblici assunti. E condotto in posizione di assoluto vertice”. Pertanto anche la corte d’appello di Milano, con la sentenza dei giudici presieduti da Edoardo D’Avossa, ha confermato le richieste di De Pasquale al processo di primo grado con la condanna a 4 anni di reclusione, 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e 3 anni dagli uffici direttivi.

Di fatti dal 13 Giugno 2003 data di inizio del procedimento – che De Pasquale e Robledo riaprirono basandosi anche sulla sentenza della Cassazione sul caso Mills, che prosciolse l’avvocato inglese per prescrizione ma attribuì a Berlusconi la paternità dei versamenti sui suoi conti (il “corrotto”, Mills, era uscito dal procedimento, mentre non ci è mai neppure entrato il “corruttore”, Berlusconi\Mediaset) – perché considerarono “Silvio Berlusconi, colpevole al di là di ogni ragionevole dubbio” per la sua “naturale capacità a delinquere”; il kav svolse il “ruolo di direzione e di ideatore fin dai primordi del gruppo di un’attività delittuosa tesa ad una scientifica e sistematica evasione di portata eccezionale… Va poi considerata la particolare capacità a delinquere dimostrata nell’esecuzione del disegno, consistito nell’architettare un complesso meccanismo fraudolento ramificato in infiniti paradisi fiscali, con miriadi di società satelliti e conti correnti costituiti esclusivamente in funzione del disegno delittuoso”. Quindi per arrivare all’8 maggio 2013 ci sono voluti quasi 10 anni di indagini e 6 di processo “a singhiozzo” per le insopportabili carnevalate della difesa, durante i quali ultimi 6 anni tra richieste di ricusazione avanzate dai legali, istanze di astensione al giudice, i lavori sono stati congelati tre volte per gli slittamenti dovuti elezioni, a questioni di legittimità costituzionale, al Lodo Alfano [che letteralmente lodo non è, poiché giuridicamente un “lodo” è una decisione arbitrale imparziale per risolvere un conflitto di interessi tra le parti interessate: imparziale?!? – come, neanche a dirlo, il cosiddetto “lodo Schifani”] e al conseguente ricorso alla Consulta (che alla fine fu indotta a dichiararlo incostituzionale), richiesta di trasferimento del procedimento a Brescia, una valanga di … “legittimi” impedimenti per arrivare infine, comicus in fundo, alla pseudo invenzione dalla … “uveite” (perché facilissima da diagnosticare o simulare per la sua occasionalità, presentandosi “abbastanza enigmatica e con dolore lieve”). [per tutti i provvedimenti salvifici per Berlusconi, cfr. la Repubblica, 23.11.09; nello specifico la scheda http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/giustizia-18/scheda-leggi/scheda-leggi.html].

Ora, che l’imputato, chiunque esso sia, sostenga che lui è “pulito” e che, come dice Belli, “fa l’innocentino: quanno dereto a nnoi tôna o llampeggia”, sta nelle cose di ordinaria ipocrisia; pur se nel caso della pletora di accuse cui non è riuscito a sottrarsi neppure il Berlüska con tutti i suoi marchingegni e fiumi di denaro sembra strano: piuttosto va rammentato quanto scritto nel xvi sec, a proposito di corruzione e lusso di papi e prìncipi, perfino dal religioso che era Lutero: “tutto il tempo se ne sta sicuro sulla sua seggiola, mentre sarebbe più giusto che pendesse dalla forca e fosse divorato da tanti corvi … Intanto s’impiccano i ladruncoli… I ladruncoli giacciono in ceppi, legati, i ladroni si pavoneggiano, vestiti d’oro e di seta …”. Dunque il cavaliere nero è riuscito – tra trucchi e imbrogli – a “sfangarla” sempre per conservare la sua fedina penale … pulita. Come? tacendo per fare ignorare i fatti reali. Lui è riuscito a dire, per seguitare a imbonire ed eccitare i suoi, che si tratta di “una condanna politica, incredibile e intollerabile; un paese diventa incivile, barbaro, invivibile e cessa di essere una democrazia, grazie all’imparzialità [sic!] di certi giudici; così non si può andare avanti” [che il kav non sia una roccia nel coltivare il pensiero si sa, e basta inoltre guardare adesso la truce espressione della sua faccia per capire anche che certo non cercava neppure di essere raffinatamente ironico nell’affermare qualcosa che è esattamente il contrario di ciò che si vuole intendere, per renderlo percepibile a chi ascolta – no è proprio ignoranza crassa: non è un errore di stampa ma di logica della “doppia negazione” (in\civilecessa di essereim\parzialità!), se è vero che tutti gli organi di comunicazione, la Stampa, la repubblica, Il giornale di Vicenza, grr-rai.it, radio-radio, ecc. insomma tutti, proprio tutti, hanno riportato testualmente la sua frase priva di senso, e senza commenti!].

Ed è anche scontato che l’accolita – da Bondi o Lupi, da Santanchè [che per errore di battitura sul computer – bella! – appariva scritto Satanchè) a Quagliarello, Gelmini, Bernini, Brunetta, Rotondi, Romani, Schifani, e poi Cicchitto giù giù fino a Capezzone o rifiuti di tal fatta e all’improbabile Gasparri – dei suoi fanatici “ripetitori” come l’orsetto-Jimmmy-ridimmi (ma molto meno simpatici dell’orsetto originale di trent’anni fa) i quali, appunto, non sanno far altro che ripetere pedissequamente la “voce del padrone”: persecuzione ingiusta e patologica, anomalia, colpo di stato, atto eversivo dei principi di legalità, accanimento giudiziario sproporzionato e inaccettabile, sfacciato, vergognoso, uso politico della giustizia, giustizia che non c’è; che facciamo? aspettiamo di accompagnarlo in carcere?; basta perder tempo con sofismi; serve passare all’azione, cacciare quei magistrati che hanno negato l’evidenza sulla prescrizione; gente che deve essere allontanata dalla magistratura, e via tentennando: eversione, tentanti colpi di stato, legalità, cacciare, ecc, .- ma non sono proprio loro, i fanatici ripetitori quasi religiosi, a predicare proprio quei reati. Ma c’è inoltre una ferma asserzione apodittica, non dimostrata e non dimostrabile, che quei fantocci assumono e percepiscono fideisticamente come “verità rivelata”: il loro “segreto” è “ripetere” la litanìa senza discuterla e senza entrare mai nel merito dei singoli fatti (peraltro come fanno anche Renzi o Grillo, i quali però non possono garantire appalti miliardari e regalie come fa il kav). Per cui i fantocci di quest’ultimo dicono solo, a es., che “alcuni giudici, schierati sempre dalla stessa parte, provano a ribaltare il giudizio chiaro e inequivocabile [sic] di dieci milioni di italiani che si riconoscono nel presidente Berlusconi”: ma quelli che si riconoscevano in Mussolini o Hitler, non erano molti di più? Se non si analizzano le cause di fondo qualunque fantoccio può giurare sull’innocenza del kapo, propalata da mezzi di comunicazione, tv e giornali sotto controllo – o quanto meno possono richiederla come ovvia.

Ora di novità c’è che – confermata la sentenza in appello, dopo aver gli imputati e i loro azzeccagarbugli, loro e non i magistrati, rallentato a dismisura tutte le udienze – il processo è approdato alla corte di cassazione. E proprio loro hanno avuto l’ardire di lamentarsi per i precedenti ritardi e adesso per la presunta fretta nel giungere alla cassazione. Conviene riferirsi preliminarmente alla replica irritata e ironica data perfino da Giorgio Santacroce, primo presidente della corte di cassazione, amico di Berlusconi e quindi in ottimi rapporti con Ghedini e Longo. Perciò Santacroce ha dovuto precisare – per gli scomposti fantocci del Pdl e per “avvertire” di ciò lo stesso kav – “macché atto ostile della Cassazione verso Silvio Berlusconi. Nessun accanimento, è stato trattato come qualunque imputato in un processo con imminente prescrizione” – respingendo decisamente gli attacchi pidiellini per la fissazione “lampo” al 30 luglio dell’udienza del processo Mediaset. Perciò ha spiegato a tutti gli ignoranti di legge a rischio di illegalità e perfino di eversione, come parlamentari, contro le altre istituzioni [a es. adesso prospettando con largo e sospetto anticipo la eventuale richiesta di grazia per il kapo in caso di sua condanna: bisogna essere matti e analfabeti!] che “la maturazione della prescrizione per uno dei reati contestati sarebbe potuta cadere ad agosto”; quindi è stato solo “per doverosa prassi, che i giudici hanno fissato il processo sui diritti tv prima di quella data. Compito fondamentale del giudice è quello di non far prescrivere i processi, anche per evitare responsabilità disciplinari; se si fosse lasciato correre ci sarebbero stati attacchi dall’altra parte: la Cassazione si comporta normalmente così”. Nel caso del processo di Berlusconi pertanto non c’è stato “nessuno zelo particolare, nessun atteggiamento da Speedy Gonzales” – ha aggiunto Santacroce con insolita ironia per la cassazione.

Il colmo (… quasi) del ridicolo l’ha raggiunto Franco Coppi, avvocato aggiunto alla difesa di Berlusconi, affermando: “sono esterrefatto, non si è mai vista una cosa del genere, che determina un aggravio delle possibilità di difesa, perché contavamo di avere più tempo per svolgere i nostri approfondimenti, e ora noi difensori dovremo fare in venti giorni quello che contavamo di fare con maggior respiro”. Non si è accorto che quel “più tempo per svolgere i nostri approfondimenti” glielo hanno sottratto precisamente Berlusconi e i suoi … “legali” nei dieci anni che hanno fatto durare le indagini di De Pasquale e Robledo tirando per le lunghe le udienze sperando proprio di far prescrivere tutti i reati ascrittigli?! Dunque il dirsi “esterrefatto, sorpreso e amareggiato per il blitz della Cassazione” è del tutto fuori luogo: E se prima si è detto quasi colmo del ridicolo, perché le avventate affermazioni del sommo penalista sono immancabilmente scavalcate dai fantocci ignoranti che lo hanno prostratamente seguito: Santanchè ne vanta la “certezza”, poiché “per Silvio Berlusconi la corte di cassazione viene convocata in un tempo record”, sostenuta da Lupi per il quale “non si è mai vista una cosa del genere, i diritti della difesa, a cui restano solo venti giorni di lavoro, vengono seriamente compromessi. Si accelera il tentativo di eliminare Berlusconi per via giudiziaria. Quanto sta avvenendo è inaccettabile, stento a credere che tutto ciò possa accadere”: invece farebbe bene a “credere” a questo piuttosto che alle frottole berlusconiane. Del resto sulle critiche del centrodestra, perfino Santacroce parla di “linguaggio poco consono a una democrazia” e replica a Franco Coppi, che per la sospetta rapidità della Cassazione, “non c’è nessuna ragione per sentirsi esterrefatti”. Al di là di come si senta Coppi, noi per parte nostra auspichiamo che il cosiddetto “principe del foro” possa fare un altro capolavoro come quello di Avetrana dove, avendo difeso a spada tratta Sabrina Misseri, è riuscito a ottenerne la condanna all’ergastolo per l’omicidio di Sarah Scazzi, insieme alla madre Cosima Serrano: visto mai che ci riesca anche per il kav?

Ma la difesa di Berlusconi si dice tranquilla, andando oltre il di lui stesso partito che invece continua a gridare al complotto delle sinistre e all’uso politico della giustizia [sic! e lo dicono proprio loro, gli scorreggioni!]. Il fatto da non sottovalutare è che – parafrasando Corrado Guzzanti “incappucciato” – “Lui sa chi è, Lui sa perché, Lui sa qual è”, e non drammatizza più di tanto giacché ha ben presente la situazione, la composizione politica (favorevole alla destra) della sezione feriale della cassazione presieduta da un tal Esposito che … “cenava” con Nicole Minetti, e semmai andasse male c’è l’“avvertimento” di un segnale distensivo lanciato personalmente da Giorgio Santacroce: “nulla vieta alla sezione feriale di ricalcolare la prescrizione e, nella sua discrezionalità e su istanza della difesa, disporre un rinvio”: ‘ndranghete! esclamerebbe Totò. Dunque è probabile che ciò accada – pur trattando la cassazione solo di questioni di forma e non di merito (… ma le sue vie sono infinite) – tanto che Berlusconi ostenta la sicurezza di essere assolto, e magari liberato e osannato come l’assassino del Fantasma della libertà di Luis Buñuel. Certo, astrattamente diverse cose possono accadere – addirittura anche Famiglia Cristiana azzarda una battuta di spirito: “Berlusconi game over” – ma l’azzeramento di tutta l’inchiesta ultradecennale Fininvest\Mediaset sui diritti televisivi e cinematografici è la cosa più verosimile: che fine farà De Pasquale dopo la bruciatura avuta con il processo di primo grado, immaginatevelo, potete!

pietra-coglioni

E invece – come dicono i fantocci pidiellini – questa sarebbe la “prima volta dal lontano 1998 che il Cavaliere viene dichiarato colpevole a termine di un processo”: e non sarebbe l’ora? Ci sarà o no un reato vero commesso da un benestante, da un ricco – meglio dire un capitalista – sancito dai tribunali, nooo??!!

In attesa speriamo che l’effetto poltergeist di villa san Martino si compia! E siccome loro fanno sì che si estingua il reato, noi preferiremmo che si estinguesse il reo.

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